Cosa vedere in Giappone: itinerario di due settimane
by Fonda E. | Bertoni A. • 23 Maggio 2026
Cosa Vedere in Giappone: Un Itinerario tra Tradizione, Natura e Modernità
Visitare il Giappone: perché non farlo adesso?
C'è un momento, qualche ora dopo l'atterraggio a Tokyo, in cui ti rendi conto che il Giappone non è semplicemente un paese straniero. È un altro mondo. I cartelli che non riesci a leggere, l'ordine impeccabile delle file, il silenzio nei treni affollati, i templi nascosti dietro ai grattacieli — tutto ti dice che sei arrivato da qualche parte di davvero speciale. E che due settimane non basteranno mai.
Questo itinerario di 14 giorni tocca le mete imprescindibili del Giappone: Tokyo, l'area del Monte Fuji e Hakone, Kyoto e Osaka. Un percorso classico, ma che classico non è per niente perché ogni città ha un carattere così distinto che passare dall'una all'altra sembra quasi cambiare completamente paese.
Buona lettura!
Tokyo: il caos (ordinato) che ti conquista
Cinque giorni sembrano tanti. Non lo sono per niente.
Tokyo è la città più grande del mondo, una megalopoli di quasi 14 milioni di abitanti nella sola area metropolitana, eppure funziona con una precisione e una pulizia che farebbero invidia a qualsiasi capitale europea. Il segreto per viverla bene è non cercare di "fare tutto", ma scegliere qualche quartiere al giorno e lasciarsi assorbire.
Shinjuku: il cuore pulsante
Alloggiare a Shinjuku — come prevede questo itinerario con il Citadines Central — è la scelta strategica per chi viene per la prima volta. Comodo da raggiungere dall'aeroporto di Tokyo Narita, qui tutto è vicino. Si tratta della stazione più trafficata del mondo (sì, davvero la più trafficata, un vero e proprio labirinto), i grandi magazzini, i ristoranti a ogni angolo, e il celebre Kabukicho, il quartiere dei locali notturni illuminato da insegne al neon che sembrano uscite da un film di fantascienza.
Ma Shinjuku è anche il Parco di Shinjuku Gyoen, uno dei giardini più belli del Giappone: tre ettari di verde dove la primavera di maggio porta con sé azalee e iris in fiore, perfetti per una passeggiata lenta dopo giorni intensi. L'ingresso è simbolico e il contrasto con la frenesia della città, appena fuori dai cancelli, è quasi surreale.
Asakusa: la Tokyo antica
A pochi stop di metro si entra in un'altra dimensione temporale. Asakusa è il quartiere storico per eccellenza: il Tempio Senso-ji, con la sua grande porta Kaminarimon e la lanterna rossa gigante, è probabilmente la cartolina più iconica di Tokyo. Arrivare all'alba, prima dei gruppi turistici, regala un'esperienza quasi mistica.
La via Nakamise-dori, che porta al tempio, è fiancheggiata da negozietti che vendono souvenir tradizionali, snack giapponesi e artigianato. È il posto giusto per comprare i primi ricordi del viaggio o per assaggiare il tuo primo mochi!
Harajuku e Shibuya: gioventù e icone pop
Harajuku è sinonimo di gioventù, creatività e street fashion giapponese. La domenica la via Takeshita si riempie di ragazzi in costume, ma anche nei giorni feriali si respira un'energia unica. A pochi passi c'è il Santuario Meiji, immerso in una foresta di 70.000 alberi nel cuore della città — uno spazio sacro e silenzioso che sembra impossibile a questa latitudine.
Da Harajuku si cammina fino a Shibuya, dove l'incrocio più fotografato del mondo aspetta di sorprenderti. Quando scatta il verde, centinaia di persone si muovono in tutte le direzioni contemporaneamente, in un coreografia caotica ma stranamente armoniosa. Sali allo Sky Stage dello scramble building per vederlo dall'alto: è uno spettacolo ipnotico. Alternativamente, puoi osservarlo dall'alto dalla stazione metro di fronte; un bel trucchetto per risparmiare qualche yen: i costi di accesso alla Shibuya Sky variano dai 2.200 ai 3.400 JPY a seconda della fascia oraria e spesso è impossibile prenotare in anticipo.
Akihabara e Yanaka: gli estremi di Tokyo
Per capire Tokyo bisogna vedere anche i suoi estremi. Akihabara è il paradiso dell'elettronica, degli anime e della cultura nerd — negozi su sette piani, figure da collezione, videogiochi, gadget impossibili. Anche se non siete fan del genere, vale la pena di passarci qualche ora per il puro effetto "marziano".
Yanaka, al contrario, è uno dei pochi quartieri sopravvissuto ai bombardamenti della Seconda Guerra Mondiale e ai terremoti. I vicoli stretti, le botteghe artigiane, i templi e i gatti che sonnecchiano sui muri raccontano la Tokyo di un tempo. Una camminata in questo quartiere, con una sosta in qualche caffè nascosto, vale quanto qualsiasi museo.
Altre cose da non perdere a Tokyo
- Il Mercato del Pesce di Toyosu: il successore del leggendario Tsukiji, con l'asta del tonno visibile su prenotazione (preparati ad alzarti presto e controlla gli orari dell'asta sul sito ufficiale!)
- Una cena in un izakaya di Shinjuku: siediti al bancone, ordina yakitori e birra o come noi la tempura e lasciati andare
- Passare una serata alternativa in stile Tokyo Drift tra automobili JDM di ogni tipo (costoso). Ecco il link a GetYourGuide per dare un'occhiata.
- Passare ai konbini (o convenience store) per provare i pasti pronti come Bento, Onigiri e Sandwich!
La Senna al tramonto. Molto romantica!
Hakone e il Monte Fuji: quando la natura toglie il fiato
Lasciare Tokyo dopo cinque giorni è difficile. Ma poi arrivi ad Hakone e capisci perché il Giappone non è solo grattacieli e neoni.
L'area di Hakone, a circa un'ora e mezza da Shinjuku con il treno Romanza dell'Odakyu, è il posto ideale per avvicinarsi al Monte Fuji — il vulcano che i giapponesi chiamano Fuji-san con un rispetto reverenziale. Il Fuji Hakone Pass, incluso in questo itinerario, è la chiave per muoversi liberamente nell'area: copre treni, funivie, autobus e la crociera sul Lago Ashi.
La crociera sul Lago Ashi
Il Lago Ashi è uno dei luoghi più fotografati del Giappone: un lago vulcanico calmo, spesso avvolto nella foschia, con il Fuji che si riflette sull'acqua nelle giornate limpide. La crociera attraversa il lago a bordo di un vaporetto in stile galeone pirata — sì, esatto — e dura una quarantina di minuti. Se la fortuna è dalla vostra parte e il cielo è sereno, vedrete il Fuji svettare sull'acqua in modo che difficilmente dimenticherete.
La Hakone Ropeway
La funivia di Hakone sale attraverso le jigokudani — le "valli dell'inferno" — dove le solfatare emettono vapori bianchi e il paesaggio diventa lunare, quasi surreale. Vista dall'alto, la vallata fumante con il Fuji sullo sfondo è una delle immagini più potenti di tutto il viaggio.
Pagoda Chuireito e vista Fuji
Grazie alla sua posizione privilegiata, la Pagoda Chureito offre panorami mozzafiato sul Monte Fuji e sulla pittoresca cittadina di Fujiyoshida. Costruita nel 1963 come memoriale di pace, la pagoda è parte integrante del complesso del Santuario Segen Arakura e, nel corso degli anni, è diventata l’attrazione principale di questo luogo sacro. Si raggiunge percorrendo una scalinata di 400 gradini che inizia nei pressi degli edifici del santuario; una volta in cima, la fatica sarà ripagata dalla straordinaria vista che si apre sulle meraviglie naturali della regione dei Cinque Laghi.
La bellezza della pagoda è ulteriormente esaltata durante la primavera e l'autunno, quando la vegetazione si tinge di sfumature che incantano i romantici e catturano l'attenzione dei fotografi. A metà aprile, si entra nel vivo della fioritura dei ciliegi, che inondano l’area circostante con i loro delicati colori (presta attenzione alle file interminabili per arrivare in cima alla gradinata in questo periodo); mentre nella prima metà di novembre, le tonalità rosse e dorate dell’autunno dipingono i dintorni dei laghi e i pendii delle montagne.
Una notte a piedi del Fuji
Pernottare all'Hotel Mifujien, con vista diretta sul Monte Fuji, è un'esperienza che appartiene a quei ricordi che poi si fatica a descrivere. Una camera in stile giapponese, il futon steso sui tatami, la colazione tradizionale con zuppa di miso, riso e pesce alla griglia — e al mattino, se il cielo è limpido, quella montagna bellissima che ti guarda dalla finestra.
Il Fuji cambia continuamente: nella luce del tramonto diventa rosa, all'alba si tinge di arancio, nelle ore centrali sembra quasi bidimensionale come un disegno. È facile capire perché i giapponesi lo abbiano considerato sacro per millenni.
Kyoto: il Giappone che sognavi
Se Tokyo ti stordisce, Kyoto ti incanta.
Antica capitale imperiale per oltre mille anni, Kyoto conserva più di 1.600 templi buddhisti, 400 santuari shintoisti e un'atmosfera che non ha eguali in tutto il Giappone. È la città in cui il passato non è un museo, ma una presenza viva: nelle strade di ciottoli del quartiere Gion, nelle geiko (le geishe di Kyoto) che scivolano silenziose verso i loro appuntamenti serali, nei riti dei templi che si ripetono immutati da secoli.
Quattro notti — con base all'Oakwood Hotel Oike, in posizione centrale — bastano per una visita dignitosa, ma non abbastanza per esaurire quello che la città offre.
Fushimi Inari: i mille torii
Il Santuario Fushimi Inari è probabilmente il luogo più fotografato di tutto il Giappone: migliaia di torii arancioni si susseguono in un tunnel continuo che sale sulla montagna Inari per diversi chilometri. Le prime centinaia di gate sono sempre affollate — ma basta salire di venti, trenta minuti e il flusso di turisti si dirada drasticamente. Lassù, tra i torii coperti di muschio e i santuari secondari dedicati alle volpi sacre, si trova una quiete inaspettata.
Consiglio: andate all'alba o la sera tardi, quando la luce arancione dei torii si mescola con quella dorata del tramonto.
Il Tempio d'Oro: Kinkaku-ji
Il Kinkaku-ji — il Padiglione d'Oro — è ricoperto da oltre 20.000 fogli d'oro zecchino e si specchia in uno stagno circondato da pini. È bello in modo quasi indecente, e lo sapete già da mille foto. Eppure, vederlo dal vivo provoca sempre un piccolo stupore. Sì, anche quando è affollatissimo.
Arashiyama: bambù e silenzio
Il quartiere di Arashiyama, a ovest della città, merita una mezza giornata intera. Il famoso bosco di bambù — quei fusti verdi altissimi che ondeggiano nel vento con un fruscio quasi mistico — è percorribile a piedi in pochi minuti, ma l'impressione rimane. Nei dintorni il Tempio Tenryu-ji, con il suo giardino zen e la vista sul monte Arashiyama, è uno dei più belli della città.
Noleggiate una barchetta sul fiume Oi al tramonto: vale più di qualsiasi guida.
Gion e le geiko
La sera, il quartiere Gion si trasforma. Le lanterne illuminano le case di legno (machiya), i ristoranti servono la raffinata cucina kaiseki, e se avete fortuna — e pazienza — potrete intravedere una geiko o una maiko che cammina veloce verso un appuntamento. Non inseguitele per una foto: è scortese e sempre più vietato. Osservatele da lontano, e quella visione sarà molto più preziosa.
Osaka: mangiare, ridere, vivere
Tre notti a Osaka sono la chiusura perfetta di questo viaggio — leggera, gustosa, divertente.
Osaka è l'antitesi di Kyoto: rumorosa, autoironica, ossessionata dal cibo. I suoi abitanti si descrivono scherzosamente come persone disposte a spendere tutti i loro soldi in cibo (kuidaore), e non è del tutto sbagliato. Qui si mangia straordinariamente bene, e spesso in modo economico.
Dotonbori: la città che non dorme
Dotonbori è il cuore pulsante di Osaka: il canale, le insegne luminose enormi (il granchio gigante del ristorante Kani Doraku è diventato un'icona), i takoyaki che sfrigolano nelle bancarelle, la folla che passeggia fino a notte fonda. Non è un posto tranquillo, ma ha un'energia travolgente che fa venir voglia di mangiare tutto quello che si vede.
Da non perdere: i takoyaki (polpette di polpo), l'okonomiyaki (la frittata di Osaka), e i kushikatsu (spiedini fritti) nella zona di Shinsekai.
Il Castello di Osaka
Di giorno, il Castello di Osaka vale una visita: il palazzo principale è un'imponente ricostruzione in cemento armato (l'originale è bruciato più volte nella storia), ma il parco circostante è magnifico e il museo interno racconta bene la storia del condottiero Toyotomi Hideyoshi che lo fece costruire nel 1583.
Namba e Shinsekai
Namba è il quartiere dello shopping popolare — catene di abbigliamento, negozi di elettronica, ristoranti a ogni piano. Shinsekai è invece un quartiere retrò, un po' decadente ma pieno di carattere, con le insegne del dio Billiken e i kushikatsu bar dove si friggono spiedini di ogni tipo. Regola d'oro: non intingere mai due volte il vostro spiedino nella salsa comune.
Consigli pratici per viaggiare in Giappone
Japan Rail Pass: se il vostro itinerario include più città con i treni ad alta velocità Shinkansen, il JR Pass è lo strumento indispensabile. Il pass da 7 giorni incluso in questo itinerario permette di muoversi liberamente tra Tokyo, Hakone, Kyoto e Osaka senza pensare ai biglietti. Ricordate: va attivato entro tre mesi dall'emissione.
IC Card: acquistate una Suica o una Pasmo sin dal primo giorno. Questa carta ricaricabile funziona su quasi tutti i mezzi pubblici di Tokyo e di molte altre città, e si può usare anche per pagare nei konbini (i minimarket aperti 24 ore) e in molti ristoranti.
Tassa di soggiorno: da marzo 2026, Kyoto ha aggiornato la propria tassa di soggiorno a fasce basate sul prezzo della camera. Si paga direttamente in hotel al check-out, e gli importi variano in base alla tariffa della stanza.
Documenti: per soggiorni turistici fino a 90 giorni, i cittadini italiani non necessitano di visto. Basta un passaporto in corso di validità e il biglietto di ritorno. Per velocizzare i controlli doganali all'arrivo, è possibile precompilare i moduli online su vjw.digital.go.jp.
Denaro: il Giappone è ancora una società prevalentemente cash. Portate yen in contanti — i bancomat dei 7-Eleven e dei konbini Family Mart accettano le carte di credito straniere senza problemi.
Comunicazione: un pocket WiFi o una SIM locale è essenziale. Google Maps funziona perfettamente in Giappone e diventa il vostro migliore amico, specialmente nella rete metropolitana di Tokyo.
Il momento in cui capisci
C'è un momento in questo viaggio — forse è su una funivia ad Hakone con il Fuji che emerge tra le nuvole, o in un vicolo di Gion all'imbrunire, o semplicemente su una panchina di un parco tokyota con un onigiri in mano — in cui capisci perché il Giappone non smette mai di far sognare.
Non è solo la bellezza dei luoghi. È la cura con cui tutto viene fatto, il rispetto per la propria cultura e per quella degli ospiti, il paradosso di un paese modernissimo che ha saputo custodire qualcosa di antico e prezioso. È un paese che ti cambia il modo di guardare le cose — e che ti lascia, invariabilmente, con la voglia di tornare.
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